chiese e santuari
Eremo di Fonte Avellana

Le origini del monastero camaldolese, citato anche nel XXI canto del Paradiso della Divina Commedia, risalgono alla fine del primo millennio. L’eremo fu forse fondato da San Romualdo alla fine del X secolo, intorno al 980, alle pendici del monte Catria.
Le prime strutture sono da attribuire ad alcuni eremiti che scelsero di costruire alcune celle di un eremo, divenuto poi l'attuale monastero, il quale ricevette un notevole impulso dall’opera di San Pier Damiani, divenuto proprio qui monaco nel 1035 e poi priore nel 1043.
Grazie a lui le strutture originarie vennero ampliate e l’abbazia, nominata tale dal 1325, subì uno sviluppo culturale e spirituale divenendo un punto di riferimento sia religioso, sia sociale.
Fonte Avellana divenne commendata intorno al XIV secolo e restò tale sino al 1700, subendo inevitabili condizionamenti dettati dalle figure commendatarie quali il cardinale Giuliano della Rovere. Il conseguente declino portò l’eremo camaldolese alla soppressione napoleonica del 1810, seguita da quella italiana del 1866.
Solo nel 1935 i monaci camaldolesi ne ottennero nuovamente la gestione, riportando l’abbazia al suo antico splendore religioso e architettonico.
 

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